Social media, conversazione e storytelling

Ho sentito dire più volte che i social media abbiano a che fare con la narrazione. Sono d’accordo sul fatto che, per le marche, elaborare una storia interessante per i consumatori costituisca un ottimo modo per costruire e mantenere a lungo il loro coinvolgimento nei confronti dell’azienda.

Tuttavia non si tratta una singola storia o trama: parlo di un’unica e concreta personalità di marca, anche se non necessariamente la marca personificata – ma completamente realizzata e supportata in modo tale che sia sostenibile nel lungo termine.

E non è un gioco da ragazzi.

Appurato ciò, da dove deve partire un brand manager per iniziare a pianificare per raccontare la storia del proprio brand attraverso la creazione di una personalità sui social media?

Beh, la risposta che sto per dare vale quasi per ogni domanda, nel social: prima di tutto, è necessario ascoltare. Capire la vostra community (o quella che vorreste che fosse la vostra community). Che cosa ritengono importante nel vostro prodotto o servizio? Quali argomenti o temi in sintonia con queste persone possono essere incorporati nella vostra personalità di marca? Quali sono le personalità più influenti, quelle più forti, quelli che si dedicano con maggiore attenzione a questi temi?

Una volta appresi i temi chiave e quali tipi di voci sono coinvolti nella conversazione, sarà più semplice iniziare a realizzare una personalità del marchio e ci sarà più probabilità che la sua voce sia accettata dalla community una volta che si inizia a conversare.

Successivamente, è necessario determinare quale piattaforma scegliere per la vostra marca. L’ascolto dovrebbe (si spera) aver indicato dove sta avendo luogo la maggior parte delle conversazioni relative al vostro business. Se capita che se ne stia parlando molto su Twitter, potrebbe essere un buon punto di partenza. Allo stesso modo, Facebook può aver senso per molte marche.

Ma è mia convinzione che rimanga il blog la piattaforma più indicata per far emergere e vivere la personalità della marca, dove le storie possono prendere meglio forma. Twitter e Facebook sono poi avamposti per il blog della marca, ovvero possono contribuire a suscitare in quelle community l’attenzione nei confronti del vostro blog.

Anche i video costituiscono un ottimo medium per raccontare la storia della marca, anche se la maggior parte degli addetti al marketing sembra ancora non considerarlo troppo, in quanto molti ritengono che sia troppo costoso e che richieda troppo tempo. In realtà nel mondo social il video può e deve essere più informale, più immediato e molto meno costoso rispetto all’advertising tradizionale o al video promozionale. Il caso vuole infatti che il video più efficace sia spesso il materiale girato dietro le quinte, che la maggior parte dei creativi di marketing avrebbe cestinato.

Da non trascurare altri tipi di integrazione sociale, sia online che offline. Creare eventi offline, come feste o eventi riservati ai blogger, contribuisce ad estendere la personalità del marchio e a farla vivere in un modo tridimensionale. Alcune di queste integrazioni possono tradursi in conversazioni su Twitter, in un’autentica partecipazione di brand su forum e newsgroup.

Conversare sui social media significa costruire una storia insieme

Conversare sui social media significa costruire una storia insieme

liberamente tradotto da Planning for social media storytelling di Stephanie Schwab


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20 luglio 2011 da Ludovico Spagnolo


Categories: Internet, Social Media | Tags: , , , , , | 1 comment

One Comment

  1. Verissimo, sopratutto l’analisi finale sul online/offline. Non dobbiamo dimenticarci che siamo umani e non solo una serie di bit concretizzati in un account Twitter, facebook oppure Blog personale.
    Costruiamo la personalità online, manteniamola ma promuoviamola anche offline.

    Ottimo post
    Un saluto

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